Milano oggi abbatte un muro

Milano oggi abbatte un muro

Oggi sabato 20 maggio si svolgerà a Milano una manifestazione a favore dell’accoglienza dei migranti. Su ispirazione del corteo sfilato a Barcellona qualche mese fa, l’iniziativa è stata lanciata a Milano dall’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino. Il corteo prenderà avvio da Porta Venezia alle 14.30 e si concluderà all’Arco della Pace.

 

“20 maggio senza muri”, la mobilitazione istituzionale rilanciata dal comune di Milano, ha il grande merito di mobilitare la cittadinanza per una causa importante quale quella dell’integrazione. Ad essa si affianca un movimento parallelo dal nome “No one is Illegal”, animato da istanze più radicali. Uniti infatti da una comune volontà di apertura e integrazione, i due movimenti si distinguono per la portata delle loro richieste. Se infatti entrambi sono d’accordo per il superamento della Legge Bossi-Fini, No one is illegal si spinge anche oltre a denunciare il decreto Minniti-Orlando fresco di approvazione. Sfileranno insieme, uniti nella diversità; poiché entrambi vogliono “un futuro fondato sul valore della persona senza che la nazione d’origine, la fede professata, il colore della pelle possano diventare il pretesto per alimentare nuove discriminazioni”.

 

La manifestazione, che prenderà corpo in Piazza Oberdan e si allungherà fino a Piazza del Cannone, in pieno centro, riflette il presente della sinistra italiana. Al di là infatti dei più generali appelli all’integrazione, condivisi e condivisibili da tutti coloro che per cultura politica si sentono di appartenere alla base storica della “sinistra”, il 20 Maggio rappresenta un momento di confronto/scontro proprio tra le diverse anime della sinistra italiana. Da una parte, la “Milano senza muri” di Pierfrancesco Majorino, con la sua forte caratterizzazione istituzionale, si scontra con le contraddizioni recenti del PD, colpevole di essere l’artefice dell’attuale complesso di leggi in materia di immigrazione ed allo stesso tempo promotore, attraverso il lavoro di Majorino, della manifestazione in questione; dall’altra, quel complesso di realtà e movimenti sociali, di associazionismo e di composizioni partitiche che da anni lavora sul territorio e che condanna con forza l’ambiguità politica del PD odierno.

 

Una manifestazione dunque che ricorda da vicino le tensioni latenti nel percorso politico della sinistra recente e che ha avuto modo di arricchirsi di episodi simbolici e carichi di significato. Maggio è stato infatti un mese molto intenso per una città, quella di Milano, che si è posta al centro di un dibattito, tuttora in atto e molto lontano dalla sua conclusione, sul difficile rapporto tra sicurezza ed accoglienza, tra umanità e possibilità reale di sostegno, nonché sul concetto stesso di migrante nelle sue diverse declinazioni. Gli arresti avvenuti in Stazione Centrale il 3 Maggio, compiuti nel contesto dell’applicazione del Decreto Minniti, in questo senso sono emblematici delle difficoltà che la questione dei migranti porta con sè.

 

Il tacito consenso delle istituzioni comunali ad un vero e proprio blitz delle forze dell’ordine nei pressi di stazione centrale, ha scatenato forti contestazioni tra i sostenitori dell’iniziativa di Majorino e ha compattato la posizione di chi, come accade per la piattaforma “No one is illegal”, non crede che la risposta all’emergenza accoglienza debba concretizzarsi in un rafforzamento dell’apparato poliziesco o nell’ampliamento dei suoi poteri d’intervento. E proprio il protagonismo del PD nella realizzazione dell’attuale regime giuridico di regolamentazione del fenomeno migratorio, ha rappresentato il principale elemento di divergenza con il mondo associativo e sociale che ha dato vita alla piattaforma “No one is illegal”.

 

Presentata pubblicamente il 9 maggio in Piazza la Scala, “No one is illegal” è in realtà un percorso politico avviato ben prima e più precisamente nel periodo successivo all’approvazione del decreto Minniti-Orlando ( 12 aprile). Sviluppatosi come assemblea di confronto tra diverse realtà sociali operanti nell’ambito dell’accoglienza, o comunque affini ideologicamente ad un’idea di accoglienza degna e solidale, “No one is illegal” ha da subito voluto distinguersi dalla sua controparte politica rifiutando le risposte, politiche e giuridiche, messe in campo di recente. Prova ne è stata, ad esempio, la giornata del 16 maggio, organizzata in stazione centrale  per condannare quanto successo solo una settimana prima e per riaffermare la volontà di opporsi ad una visione autoritaria delle politiche migratorie, focalizzata sul controllo, la vigilanza e il decoro.

 

Infatti, ciò che più ha creato tensioni politiche fra le due anime della manifestazione è l’impostazione del d.l. 13/2017 (cd. Decreto Minniti),contenente disposizioni in materia di protezione internazionale e immigrazione illegale.

Molte le problematiche sollevate dai critici del decreto, il cui promotore è stato lo stesso Partito Democratico (all’interno del quale, anche nell’area milanese, non mancano posizioni critiche ed ambigue a riguardo), fra cui le principali sono:

 

  • l’istituzione di 26 sezioni di tribunale specializzate in materia di immigrazione,che appare contrario al principio di prossimità del giudice naturale e il cui carico di lavoro comporterà probabilmente un aumento dei costi (senza tuttavia che avvenga una reale concentrazione di tutte le competenze in materia), oltre che essere, secondo alcuni, a rischio incostituzionalità per contrasto all’art.102 (istituzione di giudici speciali e straordinari)
  • l’eliminazione del giudizio di appello per le richieste d’asilo. Il che equivale ad una riduzione formale e sostanziale delle tutele giurisdizionali di una classe di persone, in quanto non cittadini. La legge (uguale per tutti) li tratta diversamente.
  • la sostituzione dei CIE con i CPR, aumentati di numero (portati ad uno per regione), e allestiti fuori dai centri urbani, con rischio di ghettizzazione dei migranti

 

Per approfondire: http://www.internazionale.it/notizie/2017/03/28/decreto-minniti-orlando

 

A tale modello di accoglienza, la piattaforma “ No one is illegal” ha contrapposto una lunga serie di proposte rivolte, su più livelli, all’Unione Europea, al Parlamento ed al Governo Italiano e al comune di Milano. Fra le richieste risaltano l’introduzione del permesso di soggiorno europeo, l’eliminazione normativa fra migrante economico e rifugiato, la revisione del trattato di Dublino, l’abolizione della attuale normativa sull’immigrazione, l’adesione dei comuni al sistema di accoglienza SPRAR.

 

Per questi motivi la manifestazione di oggi 20 maggio sarà una giornata complessa, a tratti contraddittoria, ma di importanza vitale: si sfilerà per le strade di Milano per ribadire che, appunto, nessun essere umano è illegale o deve essere considerato tale, solo in quanto straniero, profugo o rifugiato; che l’accoglienza, in particolare modo per un paese che, come il nostro, ha un passato e un presente migrante, non dovrebbe essere una possibilità da valutare quanto un dovere o un gesto di umana solidarietà.

 

 

(Ringraziamo Caio Carcangiu per la collaborazione e l’aiuto)

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Luca Oberti

Luca Oberti

Nato e cresciuto nel borgo di Buccinasco alle porte di Milano, è prossimo alla laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all' Università Statale. Ha iniziato a collaborare con Altrementi curando la pubblicazione della fanzine - SPAZIOLIBERO- in occasione del Festival delle Culture Indipendenti. Scrive di politica e di movimenti, è affascinato dalla sociologia interazionista e ama le catenelle al collo.
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